Farmaci antitumorali per il cancro alla prostata

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I farmaci innovativi, in particolare quelli in campo oncologico, sono sorvegliati speciali in tutti i Paesi, a causa dei loro costi elevati. Lo sviluppo dei farmaci oncologici ha subito una notevole accelerazione negli ultimi anni; stanno per arrivare sul mercato una serie di farmaci innovativi, destinati ad essere somministrati da soli o in associazione a farmaci già esistenti e le indicazioni dei quali saranno spesso guidate da biomarcatori.

Farmaci antitumorali per il cancro alla prostata molti casi si tratta di farmaci destinati a pazienti con tumori a prognosi infausta e con farmaci antitumorali per il cancro alla prostata possibilità di trattamento.

I trattamenti anti-tumorali esistenti stanno producendo un progressivo miglioramento degli outcome dei pazienti, che si traduce in un aumento del tasso di sopravvivenza a 5 anni per la maggior parte dei tumori. Le immunoterapie oncologiche promettono di migliorare la sopravvivenza dei pazienti con un profilo di bassa tossicità; le terapie di associazione invece cercheranno di mettere i bastoni tra le ruote al tumore, bloccandolo contemporaneamente su più fronti.

Un notevole impulso riguarderà anche la diagnostica molecolare, che sta influenzando notevolmente sia lo sviluppo di nuovi farmaci che la selezione dei pazienti. La diagnostica molecolare promette di semplificare le decisioni, riducendo le incertezze circa la scelta di un trattamento.

Nel ad esempio i pazienti oncologici di Spagna, Giappone e Corea del Sud hanno avuto accesso a meno della metà dei farmaci innovativi lanciati negli ultimi 5 anni. Le nazioni che utilizzano una metodologia formale di costo-efficacia basata sugli anni di qualità di vita guadagnati costo per QALY o CPQ sono quelle che con meno probabilità rimborseranno i nuovi farmaci. La valutazione del valore di un farmaco anti-tumorale sta diventando sempre più complessa, anche perché molte molecole hanno diverse indicazioni.

Peggiore naturalmente la situazione nei mercati farma-emergenti. In Cina e in India ad esempio, spesso i pazienti si accollano la maggior parte farmaci antitumorali per il cancro alla prostata la totalità della spesa dei nuovi farmaci.

Molti pazienti inoltre cercano sul web informazioni sul loro tumore e sempre più numerosi sono i forum di farmaci antitumorali per il cancro alla prostata e le conversazioni su Twitter. Il tasso di sopravvivenza a 5 anni per i tumori principali sono in aumento e la pipeline oncologica, anche per gli anni a venire, non è mai stata tanto ricca. Due americani su tre affetti da tumore ormai vivono oltre i 5 anni nel solo la metà tagliava questo farmaci antitumorali per il cancro alla prostata.

Nella maggior parte dei casi, il successo delle terapie progredisce a piccoli passi e anche attraverso un miglior e più raffinato impiego di terapie già esistenti. La pipeline oncologica si è arricchita di 45 farmaci tra il e ilper 53 indicazioni. Attualmente sono disponibili altre tre terapie a target, usate in singolo o in associazione.

Si comincerà con le associazioni per i tumori della mammella ed ematologici; dopo il si proseguirà con le associazioni per i tumori solidi, soprattutto polmone e melanoma. I costi leviteranno di conseguenza poiché molte di queste associazioni potranno essere prescritte ai pazienti per lunghi periodi, anche superiori ad un anno. La prognosi è in genere sfavorevole e i pazienti con forme in fase avanzata sopravvivono in genere meno di due anni. La ricerca dei sottotipi genetici del NSCLC ha consentito di dividere i pazienti in diversi gruppi a seconda delle mutazioni che presentano.

Man mano che le mutazioni evolvono e che compare resistenza alla terapia, terapia a target di seconda e di terza generazione ormai forniscono la potenzialità di molti anni di trattamento con una buona qualità di vita.

Di recente hanno fatto il loro ingresso in questo campo anche gli agenti immuno-oncologici. Il nivolumab ad esempio, approvato per il NSCLC squamoso, potrebbe essere efficace anche nel non-squamoso. I biomarcatori come guida del trattamento Anche quando i biomarcatori aiutano a dimostrare il valore di un farmaco, individuando popolazioni ad alta risposta in un trial clinico, i payer possono richiedere di provare la loro efficacia in un contesto real-world.

Tuttavia i trial che utilizzano biomarcatori per selezionare i pazienti da trattare, hanno una maggior probabilità di successo, anche di superare la fase 2 per approdare agli studi di fase 3. Dei 10 farmaci approvati nel1 ha un CDx e 3 farmaci antitumorali per il cancro alla prostata biomarcaotri ma non CDx. Uno studio condotto su 3.

Questo approccio consente di risparmiare tempo e costi di sviluppo, riducendo il numero dei pazienti richiesti per un trial e focalizzandosi sul tasso di risposta globale come misura di efficacia. Attualmente il Glivec è approvato per 10 farmaci antitumorali per il cancro alla prostata.

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