Testosterone nel cancro alla prostata

Se è necessario avere un intervento chirurgico per adenoma prostatico

Ora questa correlazione viene messa in forte dubbio anche grazie al lavoro di Abraham Morgentaler, medico di Harvard che da anni studia la relazione tra tumore della prostata e testosterone. Recentemente il Dr. Testosterone nel cancro alla prostata ha pubblicato negli USA un libro intitolato Testosterone for Life testosterone per la vita dove non solo indica i vantaggi per la salute di una terapia ormonale correttiva con testosterone ma anche la dissocia definitivamente dalla genesi del tumore alla prostata.

La relazione tra testosterone e tumore prostatico sta subendo una radicale rivalutazione. Le più recenti evidenze scientifiche indicano come non solo una terapia correttiva con testosterone sia sicura per la prostata ma anche come il cancro prostatico sia più frequente nei maschi con i livelli più bassi di testosterone.

Ma seguendo la traccia data dal libro di Morgentaler, cerchiamo di capire le origini di questa errata associazione tra livelli di testosterone e tumore della prostata. I ricercatori valutarono il dosaggio di fosfatasi acida, un enzima che aumenta nel caso di cancro alla prostata metastatizzato e osservarono che questo enzima diminuiva nei soggetti a cui veniva abbassato il testosterone e al contrario aumentava in soggetti a cui veniva somministrato testosterone.

Nel Huggins vinse il premio Nobel per il suo lavoro sul tumore della prostata, lavoro che ha influenzato profondamente la classe medica ma che purtroppo oggi viene riconosciuto come fondamentalmente sbagliato. In questo articolo Huggins e il suo collega Hodges basarono le loro conclusioni sugli effetti del testosterone su un solo soggetto e utilizzarono un parametro come la fosfatasi acida che successivamente venne abbandonata proprio perchè considerata inaffidabile.

Dei 52 pazienti studiati, testosterone nel cancro alla prostata quattro non avevano precedentemente ricevuto un trattamento con estrogeni o la rimozione chirurgica dei testicoli. Di questi quattro soggetti, tre continuarono la terapia con testosterone fino a giorni senza conseguenze negative e uno ebbe testosterone nel cancro alla prostata risposta favorevole. Gli autori ipotizzarono che i livelli endogeni normali di testosterone fossero sufficienti per dare una stimolazione massimale della prostata e che livelli superiori a questi non avessero alcun impatto sullo sviluppo della testosterone nel cancro alla prostata.

Ovviamente la cosa cambia in soggetti a cui il testosterone è stato precedentemente soppresso a livelli di castrazione. Un gruppo di soggetti con testosterone nel cancro alla prostata testosterone fu trattato con iniezioni di testosterone o di placebo ogni due settimane per sei mesi.

Fu osservato che anche se i livelli circolanti di testosterone e DHT aumentarono notevolmente nei soggetti trattati, le concentrazioni nel tessuto prostatico non cambiarono per nulla e rimasero simili ai livelli riscontrati nei soggetti trattati con placebo.

Inoltre i biomarker della crescita cellulare prostatica PSA non aumentarono nel gruppo trattato. Questo esperimento evidenzia come la prostata sia in grado di regolare la propria esposizione al testosterone: una volta esposta ad una quantità adeguata di testosterone, qualsiasi successivo aumento viene trattato come un eccesso e non viene accumulato a livello tissutale. A livelli molto bassi di testosterone vicino a livelli di castrazione la crescita prostatica è molto sensibile ai cambiamenti di concentrazione del testosterone stesso.

Ulteriori cali faranno testosterone nel cancro alla prostata le dimensioni della prostata e al contrario aumenti della concentrazione tissutale di testosterone faranno ingrandire la ghiandola. Tuttavia una volta raggiunto il livello di saturazione ghiandolare, ulteriori aumenti di concentrazione del testosterone avranno poco o nessun effetto sulla crescita della ghiandola e di un eventuale tumore.

Studi sperimentali evidenziano come questo livello di saturazione si raggiunga a concentrazioni piuttosto basse di testosterone. Quello che rende i due sessi diversi da un punto di vista morfologico e comportamentale è un diverso rapporto tra questi ormoni che per di più varia nel tempo: nella donna prevalgono gli effetti degli estrogeni ma con la menopausa cessa la produzione ovarica testosterone nel cancro alla prostata ormoni ma continua la produzione di androgeni ormoni maschili da parte delle surrenali lasciando la donna in una nuova condizione di dominanza androgenica.

Il maschio passa quindi ad una relativa dominanza estrogenica. In effetti sembrerebbe proprio che i maschi con livelli ridotti di testosterone e un eccesso di estrogeni abbiano un rischio maggiore di sviluppare un tumore prostatico.

Gli studi pubblicati da Morgenteler e da Rhoden e soprattutto il Prostate Cancer Prevention Trial hanno inequivocabilmente dimostrato come gli uomini testosterone nel cancro alla prostata bassi livelli di testosterone abbiano un rischio di sviluppare un tumore prostatico pari a soggetti di dieci anni più vecchi. Questi studi fanno emergere una correlazione tra riduzione dei livelli di testosterone e aumento del rischio di tumore alla testosterone nel cancro alla prostata.

Studi recenti nel campo della genomica hanno portato alla luce il ruolo di polimorfismi genetici variazioni individuali di particolari geni nel determinare il rischio di sviluppare un tumore alla prostata. Di particolare importanza sembrano per esempio essere geni coinvolti nella produzione di steroidi come il gene AT e 5-alfa reduttasi SRD5A2 che catalizza la trasformazione del testosterone in DHT.

Livelli ridotti di testosterone non proteggono dal tumore della prostata e anzi potrebbero aumentarne il rischio soprattutto se associati ad elevati livelli di estrogeni. Ti è piaciuto questo articolo? Filippo Ongaro. Ascanio Polimeni, Ray Sahelian.

Susannah Marriott. Mark Hyman. Bruno Brigo, Francesco Passarella. Olivier De Ladoucette. Hervé Grosgogeat. Fabrizio Coppola. Tutti testosterone nel cancro alla prostata articoli di Filippo Ongaro. Scilla Di Massa. Sarah Tibs. Roberto Gava. Fabio Cappelli. Diego Balducci. Bruno Brigo. Le informazioni contenute in questo articolo sono puramente divulgative.

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